Libri di cucina da regalare a Natale: 5 titoli da mettere sotto l’albero

libri di cucina da regalare a natale the food sister

Libri di cucina da regalare a Natale: 5 titoli da mettere sotto l’albero

Libri di cucina da regalare a Natale? A qualcuno sembrerà banale, ma io trovo che un libro sia un regalo sempre azzeccato. Se è un libro di cucina, poi, si corre il piacevole rischio del “boomerang”. Insomma, magari ci scappa pure una bella cena ad opera del destinatario del dono.

Come orientarsi tra le centinaia di proposte editoriali che in questo periodo spuntano su banchi e scaffali delle librerie? Il mio consiglio è quello di scegliere i grandi classici o, per lo meno, i “nuovi classici”: quei libri usciti da qualche anno, magari, ma che si fanno ancora notare per la qualità delle loro ricette.
Io ne ho selezionati alcuni: ecco cinque libri di cucina da regalare a Natale che, secondo me, non possono mancare nella biblioteca di un vero foodie. (Se poi volete supportare la vostra Food Sister, potete anche regalare il libro sui Bagel che ho scritto qualche anno fa!)

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1. Plenty More di Yotam Ottolenghi

Per chi ama le verdure sopra ogni cosa: tutti i libri di Ottolenghi sono in realtà tutti imperdibili, ma se proprio dovessi sceglierne uno da portare su un’isola deserta, non avrei dubbi (anche se la scelta è ardua). Questo è il libro dello chef israelo-londinese che amo più di tutti e che ho sfogliato più intensamente.

Per chi ancora non lo conoscesse, Yotam Ottolenghi è il co-proprietario di quattro boutique gastronomiche e un ristorante nei più bei quartieri di Londra, dove locali e turisti possono gustare una gamma di delizie che varia ogni giorno. Una regola vige sovrana: ingredienti di primissima qualità e preparazioni belle e gustose. La filosofia di Ottolenghi, famoso per i sapori innovativi e per lo speciale approccio al mondo delle verdure, si traduce nella rubrica di cucina vegetariana che tiene settimanalmente sul Guardian.

Le oltre 150 ricette sono organizzate per metodi di cottura: insalate vietnamite e salse libanesi, inebrianti marinature di salsa di soia e peperoncino, ceci speziati con piselli, l’incontro di quinoa, bulgur e grano saraceno sulle note di un condimento agli agrumi, gustosi pudding, gelato all’halva e tahini e molti altri piatti e ingredienti “capaci di far risplendere le verdure come stelle”. È un giro del mondo fatto di colori, sfumature, sapori pungenti e sorprendenti: le ricette di Ottolenghi sono le uniche che seguo alla lettera (non parlo ovviamente della pasticceria) perché penso che l’equilibrio di spezie, aromi, condimenti che lui sa creare sia semplicemente perfetto.

Yotam Ottolenghi
Plenty More
Ebury Press, 2014 – Bompiani, 2017

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2. My New Roots di Sarah Britton

Adoro il blog My New Roots. Sarah Britton è una nutrizionista olistica con una solida conoscenza della medicina tradizionale cinese. Le sue ricette sono belle, buone e bilanciate, corredate di spiegazioni approfondite. Il tutto in un layout chiaro, quasi scandinavo (non è un caso: lei, di origini canadesi, vive in Danimarca).

Il libro omonimo contiene oltre 100 ricette, scelte tra quelle più amate del sito, a cui si affiancano alcune preparazioni inedite. Divise in 5 stagioni, quelle della dietetica cinese (l’estate è infatti divisa tra early e late summer), coprono dalla colazione al dessert, quest’ultimo rigorosamente plant-based e privo di zuccheri raffinati.

Nella prima parte Sarah racconta la storia di come lei, designer canadese sia finita a fare la terapista olistica e la cuoca in Danimarca: tutta colpa un pomodoro assaggiato in una fattoria biologica, che le ha rivoluzionato le papille gustative e la vita.
Poi, in maniera molto chiara e corredate di utili tabelle, vengono delineate alcune tecniche base: dalla cottura di legumi e cereali (sapevi per esempio che i cereali integrali vanno lasciati in ammollo?), alla coltivazione dei germogli, alla preparazione dei burri vegetali.
L’ultimo capitolo, Stocking the Pantry, è una descrizione esaustiva di tutto ciò che non può mancare per trasformare la propria dispensa in chiave green e whole foodsPer chi ama e per chi vuole scoprire la cucina naturale. 

Sarah Britton
My New Roots: Irresistible, natural food that happens to be good for you
Macmillan, 2015

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3. Pasta Madre di Riccardo Astolfi

Acqua, farina e tempo: non serve altro per fare un buon pane, eppure in quello che di solito acquistiamo finisce di tutto. Malti estratti con procedimenti chimici, acceleratori di lievitazione, farine poverissime di nutrienti. Tornare, quindi, a impastarlo come Astolfi suggerisce non sarà un semplice vezzo culinario. Vuol dire “riavvicinarsi alla terra, al territorio, ai contadini, alle tradizioni”, riscoprendo grani antichi, tempi lunghi, farine biologiche e ingredienti sinceri, rispettosi dell’ambiente, della storia e della cultura del cibo.

Riccardo è stato il pioniere italiano della pasta madre, ha lanciato qualche anno fa un (compianto) blog sul tema e il libro ha coronato questo percorso. Da poco è stato tradotto anche in inglese.

Io penso che sia il libro più completo mai pubblicato sulla pasta madre. Chiarezza dell’esposizione, leggerezza con cui far digerire al lettore anche le parti più tecniche, accuratezza nelle ricette e qualità del progetto editoriale (carta, formato, fotografie) ne fanno un prodotto eccellente.

Dopo una prima parte più tecnica, in cui si illustrano le farine (con glutine o senza, integrali o raffinate, purché biologiche) e come creare e conservare il proprio lievito madre, si propongono al lettore ricette interessanti, a metà tra tradizione e sperimentazione, offrendo così un’ampia esplorazione della versatilità e delle possibilità di utilizzo della pasta madre (dal pane per il pranzo, alle brioche per una colazione profumata di forno caldo agli stuzzichini per l’aperitivo con gli amici), coprendo un ventaglio di lievitati che va dalle peculiarità regionali (focaccia ligure, tigelle, tarallini, pane toscano, ecc.) alle specialità internazionali (hamburger buns, pancakes, stollen tedesco, pain d’epices, bagels, tarte tatin, laugenbröt, baguettes). Per panificatori casalinghi e fedeli accuditori di pasta madre.

Riccardo Astolfi
Pasta madre
Guido Tommasi Editore, 2014

4. La grammatica dei sapori di Niki Segnit

Per l’amico curioso o quello che ha bisogno di un boost alla sua creatività in cucina, questo libro sarà imperdibile. Niki Segnit ha compilato una Grammatica dei sapori con 90 ingredienti e 900 combinazioni possibili (anche con l’avocado ;))

Il libo è suddiviso per tipologie di sapori, e per ognuna ci sono i diversi ingredienti che hanno quella nota dominante: non troverete ricette, ma per ognuno le possibili combinazioni di sapore, spesso inaspettate.

È un libro per chi padroneggia già la cucina e ama sperimentare: utile se hai comprato un ingrediente insolito e non sai come cucinarlo. Oppure ti sei stufato di condire le patate sempre e solo con olio sale e prezzemolo. È un ottimo strumento anche per pianificare il menu settimanale evitando “la solita minestra”.

Per chi invece non sente di avere ancora abbastanza confidenza con la cucina, è uscito da poco il nuovo libro dell’autrice: Cucina Laterale, edito sempre da Gribaudo.

Niki Segnit
La grammatica dei sapori e delle loro infinite combinazioni
Gribaudo, 2011

5. La scienza della pasticceria di Dario Bressanini

Per nerd amanti del dolce: scienza e pasticceria non sono mai state così vicine. E a ragione, perché la pasticceria è una scienza esatta che, al modificarsi di ingredienti, dosi, procedimenti e temperature, può dare risultati molto differenti.

Dario Bressanini, divulgatore scientifico che da anni ci racconta quanta chimica e fisica si nascondano anche dietro le pietanze più comuni, ha scritto un libro in cui le ricette sono il risultato di approfondimenti scientifici, sempre spiegati in modo chiaro e accessibile, sugli elementi base della pasticceria e sul loro comportamento fisico-chimico.

cinque capitoli sono i pilastri su cui si regge qualunque ricetta di dolce nella tradizione occidentale: zuccheri, uova, latticini, farina, aria e gas. In ciascuno vengono spiegate le caratteristiche dell’elemento in questione, il modo in cui reagisce con gli altri elementi e gli usi di quell’ingrediente in pasticceria. Come sempre la conoscenza è potere: così preparazioni all’apparenza “difficili”, come il caramello o la pâte à choux, risultano molto più abbordabili grazie all’approccio scientifico. Che da una parte non permette approssimazioni, ma dall’altra garantisce il risultato.

Dario Bressanini
La Scienza della Pasticceria – La chimica del bignè
Gribaudo, 2014

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